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Canzone
per Bob
Ah
sorella,
Apri
la porta Omero
L'argine
ha ceduto giù nei flutti
Me
ne vado lungo i binari
Stivali
di pelle spagnola
Un
bel pò lontano
Il
cattivo mesaggero
Malato
d'amore
Vicolo
della desolazione
Mi
sta uccidendo vivo
Incredibile
Ricercato
Signor
Tamburino
Ovviamente
cinque credenti
L'autostrada
61 rivisitano
Da
una Buik six
Triste
sepolcro
Mississippi
Bloccato
dentro a Mobile con la malinconia di Memphis nuovamente
Tristi
sotterranei nostalgici
Ci
vuole tanto per ridere ci vuole un treno per piangere
Un
treno lento
Dimmi
Dove
sei stanotte?
Seduto
su un recinto di filo spinato
Assolutamente
dolce Maria
L'amore
è proprio una parolaccia
Più
o meno Regina Giovanna
Cosa
devo fare?
L'amore
sotto zero, senza limiti
Ci
vuole una donna
Realmente
tutto quello che voglio da te
Ancora
una tazza di caffe
Per
essere solo con te
Una
settimana di più
Sarò
il tuo bimbo stanotte
Una
notte di più
Io
ti voglio
Proprio
come una donna
In
una notte come questa
Vento
idiota
Non
stai andando da nessuna parte
La
fattoria di margherita
Un
cappello a scatola di pillole in pelle di leopardo
Non
credere vada bene ormai
Presto
o tardi uno di noi deve capire
La
ballata di Franco Riparo e Giuda Preti
Se
i cani corrono liberi
Tutti
i cavalli stanchi
Li
terrò con me
Scarti
e avanzi
Tutto
intorno alla torre di guardia
Più
del tempo
Impigliato
nella tristezza
L'uomo
che è in me
Senza
tempo per pensare
Quardo
il fiume scorrere lento
Sotto
il cielo rosso
Come
una pietra rotolante
Sarà
dura la pioggia che cadrà
Non
sono io bambina
Il
possente Quinn, l'eschimese
Non
esiste un uomo giusto, nemmeno uno
Cosa
vai cercando?
Un
riparo dalla bufera
Quando
cadendo dal cielo arriverà la notte
Va
tutto bene ma', sto solo sanguinando
Lacrime
di rabbia
Menestrello
Per
sempre giovane
Addio
Ragazza
della terra del nord
Amore
abbandonato
Le
campane suonano
Le
campane della libertà
Quattro
volte almeno
Battendo
alle porte del cielo
Ogni
granello di sabbia
Proprietà
di Gesù
Soffia
nel vento
Dio
sa
È
tutto finito adesso triste bimba
La
ballata dell'uomo sottile
Niente
sara rivelato
Troppo
di niente
E
guarda qua
Le
porte dell'eden
Quando
io dipingerò il mio capolavoro
In
giardino
Io
sarò liberato
Tutti i titoli di Bob Dylan - Aggrovigliati da Peter Del Bello

Bob Dylan a Vienna 1981
foto inedita di Peter Del Bello
Perchè
Approximately Bob Dylan ?
Il mio
intento è di offrire nel web Dylan Cover in formato mp3, interpretate
da artisti diversissimi fra loro ma tutti con la passione per il
nostro menestrello di Duluth.
Appropriandosi di questo ineguagliabile patrimonio di canzoni,
interpretandolo,
riflettendolo e affermandolo, non fanno
altro che renderlo ancora più universale, come Dylan stesso ha
fatto sin da
primi giorni del liceo a Hibbing, strillando
e picchiando sul pianoforte, imitando il suo primo idolo
Little Richard.
In
seguito vagabondando da Minneapolis a New York, fece suo il repertorio di
Woody Guthrie.
Straordinaria è
stata la sua miscela
di Folk-Rock-Blues che ha rivoluzionato
il mondo della musica e non solo quello
ma l'intero panorama culturale giovanile degli anni 60.
La sua
apparizione a Newport del 1965 per me fu folgorante. Naturalmente io non ero
presente all’epoca avevo solo undici anni.
Alcuni anni più tardi in un caldo e afoso pomeriggo romano mi
ritrovai insieme a tre o quattro spettatori sparsi nella piccola sala di un piccolo cinema d'Essay di Trastevere in via Alberti a poca distanza da quel leggendario Folkstudio che solo otto anni prima lo aveva visto esibirsi per la prima volta in Italia.
Adesso
toccava a me assistere per la prima volta a Dylan in azione con una Fender
Telecaster e
l'armonica Honer appesa a uno strano aggeggio di
metallo che gli permetteva contemporaneamente di suonare i due strumenti.
La mia
schiena era come incollata alla scomoda seggiola di legno, cigolante e
ciondolante a ogni mio minimo movimento.
Stavo per prendere il volo.
Lui
pure appiccicato su quello schermo bianco pendolava avanti e indietro battendo le ciglia a ogni sillaba che
pronunciava
con la convizione e la sicurezza di chi sa cosa vuole e dove vuole arrivare.
Lo avevo
già sentito diverse volte all'insaputa di mio fratello, era talmente
geloso della sua collezione di dischi, ma solo per quelli di Dylan, che era
giunto al punto d'incatenarli.
Questa
volta vederlo muoversi, col suo fare clownesco, mi ricordava un'altra mia grande
passione Charlie Chaplin.
Capii
immediatamente che costui aveva qualcosa di geniale, nostante non avessi capito una sola parola di quello che stava cantando, non sapevo
l'inglese, però sapevo che quello che cantava era importante e stava
rivolgendosi a ognuno di noi, si
pure a
quelle quattro anime
di spettatori che stavano con me condividendo
quel microcosmo buio come il fondo di questa pagina.
Provai
una sensazione unica nella mia vita.
Non so
forse probabilmente fu la stessa sensazione che a John Lennon fece affermare:
"Dylan è la Via" .
La
fumosa raggiera di luci bluastre sparata, sopra le nostre teste, dal proiettore
stava indicando ai miei sensi che l'unica direzione possibile da seguire
erano quei fasci luminosi lanciati nella sala che
si stagliavano su fondale bianco e da lì si propagavano per tutta la sala
mescolati a quella voce nasale,
inconfondibile forte e chiara, nonostante il gruppo di musicisti che lo accompagnava,
improvvisato apposta per il festival, ce la
mettesse tutta,
con il loro tappeto di suoni martellanti e confusi, per renderla il più indefinibile possibile, generava in me un effetto sconcertante.
I suoni e le immagini che si
riflettevano nella mia direzione attraversavano profondamente ogni poro e
strato
della mia pelle ancora
giovane per conficcarsi come un proiettile in
quella parte del cuore dove ancora oggi li conservo con cura.
Il
film in questione era "Festival" un documentario poco conosciuto con i
sottotitoli in svedese che raccoglieva gli aspetti più interessanti di due o
tre edizioni di quella che era la manifestazione musicale più importante d'america.
Le
immagini documentavano und Dylan esile con i cappelli molto più ricci e lunghi
di come io lo conoscevo dalle numerose foto che mio fratello Roldano accumulava
comprando qualsiasi rivista contenesse articoli su Bob.
Dylan
cominciò con Maggie's Farm, e come ho sottolineato precedentemente era
imperfetta, chiassosa e anche non poco stonata,
sopratutto perchè l'accompagnamento di Al Kooper all'organo Hammond era
completamente su un'altra tonalitá, diversa dal resto del gruppo, la sezione ritmica presa in prestito dalla Butterfiel band cioè basso e
batteria mantenevano un ritmo incalzante mentre Mike Bloomfield, piegato in due
era come se volesse avvolgere l'altra Telecaster
nervosa, si
agitava
alla ricerca di un
riff blues che sottolineasse il cantato
quasi monocorde di Bob.
Poche
sequenze dopo Bob arrivarò sul palco tra i fischi di chi non aveva approvato che
lui si fosse presentato nel tempio dalla musica folk
accompagnato da una band rock e di chi non capiva che i tempi stavano cambiando,
Dylan chiese al pubblico se
qualcuno avesse un'armonica da dargli poi con
la voce di chi pare essere l'ultimo essere
vivente sulla terra con una chitarra Martin D 41 acustica intonò un altro grande capolavoro dell'oblio Mr. Tambourina Man.
Le
senzazioni che suscitava in me si moltiplicavano alternandosi in un vortice di
commozione, allegria, rabbia e speranza.
Da
semplice contagiato divenni una malato cronico, il virus che ancora oggi mi
porto addosso non mi ha più
lasciato.
Dopo
Newport venne il famoso tour del 1966 il suo Sound si arricchì dei suoni degli
Hawks divenuta dall'allora per tutti The Band.
Quell'anno
in tutto il mondo Dylan
divenne suo malgrado un mito da seguire non
solo da parte dei fans ma addirittura da parte di altri artisti che in quanto a fama non avevano da invidiare niente a nessuno,
parlo dei Beatles, dei Rolling Stones e con loro tantissimi altri, come gli
Hollies di Graham Nash, i Them di Van Morrison o i Fairport Convention di
Richard Thompson per fare alcuni esempi che andarono oltre attingendo a piene mani nel ricco repertorio di
Bob, da li a poco persino un grade della chitarra come lo era
Jimi Hendrix interpretò due capolavori del tipo Like A Rolling Stone e la
splendida All Along The Wachtower.
Questo
succedeva all'indomani di Newport in europa, mentre in america già da un pó di tempo gente come Joan Baez,
Peter Paul & Mary e i Byrds avevano anche loro attinto alla
vasta produzione di questo ragazzetto esile venuto da una terra chiamata
mid-west al confine con
il Canada dove per più di 9 mesi all'anno
l'inverno con le sue bufere di neve la faceva da padrone.
Da lì
a poco tutti si lanciarono alla ricerca sfrenetica di nuovi Sound e nuove
filosofie di vita come è ben documentato in film come Easy Rider,
Monterey Festival o nel primo mega-raduno di Woodstock.
Bob
poco lontano con The Band nella “Big Pink” sorprendeva tutti immergendosi nei suoni più genuini della tradizione popolare americana con la pubblicazione pirata del
"Great White Wonder" che contenava tra l'altro alcuni brani facenti
parte delle registrazioni "casalinghe" dei “Basament
Tapes” diede origine involontariamente a un fenomeno che poi è dylagato,
quello dei Bootlegs.
Infine
per arrivare ai giorni nostri e agli innumerevoli tour in giro per il
mondo, oggi a 62 anni Bob non mostra assolutamente
la voglia di smettere e di privarci del tintinnio rassicurante delle sue canzoni, proprio
come aveva profetizzato nell'ultimo verso di A Hard Rain's A-Gonna Fall.
... e lo dirò, lo penserò, lo pronuncerò,
lo respirerò, e lo rifletterò
su una montagna così che tutte le anime
possano vederlo,
poi starò sull'oceano fino a quando
incomincerò ad affondare,
ma saprò bene la mia canzone prima di
incominciare a cantare, ...
da
A Hard Rain's A-Gonna Fall